Test del capello & marijuana: ecco come funziona.

Test del capello & marijuana

Modificato il: 02/05/2024

SCOPRI IN CHE COSA CONSISTE IL TEST DEL CAPELLO E CHE COSA RILEVA.

Tra i test tossicologici, quello di cui stiamo per parlare è uno dei più efficaci ed attendibili

Si tratta di un esame in grado di rilevare i consumi di sostanze stupefacenti scavando anche molto indietro nel tempo.

Il test del capello relativo alla marijuana in particolare, riesce a leggere la presenza di tetracannabinolo anche se consumata fino ad un anno di distanza.

Nonostante in tanti cerchino di scampare ai suoi risultati però, per risultare negativi a questo esame non basta tagliare i capelli, bere tanta acqua e dedicarsi improvvisamente allo sport. 

Se ancora non conosci questo test e ne vuoi sapere di più, leggi questo articolo, per scoprire nel dettaglio come funziona!

Come funziona il test del capello?

Come funziona il test del capello? Procedimento e rilevazione delle sostanze.

Quando si assumono droghe, pre rolled joint, alcolici o farmaci di un certo tipo, le tracce di queste sostante rimangono in circolo nell’organismo per diverso tempo, pertanto possono essere rilevate con diversi test e strumentazioni.

Tra i test tossicologici e anti-droga più conosciuti, avrai certamente sentito parlare degli esami delle urine e della saliva, ma se si vogliono ottenere risultati più precisi e scavare più indietro nel passato, il miglior esame è proprio il test del capello.

Se non hai idea di che cosa si tratta, leggi qui sotto.

Quando una persona assume una sostanza psicoattiva, i suoi principi attivi e i metaboliti circolano nell’organismo attraverso il sangue ed è proprio in questo modo che queste sostanze riescono a raggiungere i capelli.

C’è da dire però, che il nostro organismo, per difesa tende ad eliminare le tossine, pertanto durante questo processo i metaboliti residui dell’utilizzo della marijuana dall’interno del capello si spostano verso la corteccia.

A questo punto però incontrano una barriera: le cuticole dei capelli. Queste essendo difficili da superare fungono da barriera, intrappolando i metaboliti ed i residui delle sostanze psicotrope anche per tantissimi mesi, pertanto è normale parlare dei valori di THC nel sangue.

Per via di questo processo dunque, le tracce dell’assunzione di cannabis rimangono intrappolate nella struttura cheratinica del capello, indipendentemente dalle quantità e dalle sue modalità di assunzione.

Ma nel concreto come viene effettuato questo test?

Il test del capello consiste nel prelevare due o tre ciocche di capelli da diverse zone della testa a partire dalla radice e salendo per circa 4 cm.

Questi campioni di capelli servono per rilevare se la persona in questione ha assunto droghe nei 3 o 4 mesi precedenti all’esame.

Infatti in media i capelli crescono di 1 cm ogni mese, quindi se si prelevasse una ciocca lunga 12 cm si potrebbe risalire all’assunzione della marijuana nell’arco di un intero anno. Segmentando i capelli centimetro per centimetro quindi, si può arrivare ad avere un quadro dettagliato sulle abitudini di chi è stato sottoposto al test.

Come vedi si tratta di un’analisi precisa, che è in grado di fornire delle indicazioni anche per quanto riguarda i dosaggi delle sostanze psicotrope assunte.

Test del capello e THC: rileva anche l’assunzione di marijuana?

Come hai potuto leggere sopra, il test del capello è in grado di rilevare in modo preciso la presenza o meno di sostanze psicotrope nell’organismo di chi vi si sottopone.

Questo test può essere richiesto per vari motivi e in numerosi contesti, ad esempio:

  • per svolgere determinati lavori;
  • è frequente in ambito sportivo;
  • potrebbe essere richiesto in seguito al ritiro della patente;
  • a volte viene effettuato sui ragazzi sotto richiesta dei genitori;
  • talvolta viene richiesto dai medici curanti che sottopongono i loro pazienti ad una cura a base di oppiacei.

Questi sono solo alcuni esempi, ma i contesti per cui potrebbe essere necessario sottoporsi al test del capello possono essere tanti.

Infatti questo esame, è in grado di rilevare diverse sostanze:

  • anfetamine;
  • alcool;
  • benzodiazepine;
  • oppiacei;
  • cannabinoidi;
  • cocaina.

Naturalmente la classica marijuana è facilmente rilevabile da questo esame, ma contrariamente a quanto si pensi, anche la cannabis legale potrebbe essere causa di un risultato positivo del test del capello. Infatti nonostante contenga bassissime percentuali di THC, queste non sono del tutto nulle: tutto dipende dal quantitativo di sostanze assunte.

Chi fa un uso assiduo e smisurato della marijuana legale quindi, potrebbe risultare positivo all’esame, per chi invece ha utilizzato queste sostanze solo di rado non ci dovrebbero essere problemi.

Il nostro organismo conserva anche le minime tracce dei cannabinoidi e delle altre sostanze, pertanto sottoponendosi ad un test così preciso, i risultati positivi sono dietro l’angolo.

Test del capello: esiste un trucco per superarlo?

Test del capello: esiste un trucco per superarlo?

Ora che abbiamo chiarito che cosa si vede dal test del capello e come viene realizzato, è probabile che come tanti ti stia chiedendo se c’è un modo per risultare negativi a questo esame anche si è consapevoli di avere assunto sostanze stupefacenti.

Prima di proseguire ti ricordiamo che in Italia l’assunzione di cannabis light e dei suoi derivati attualmente è illegale.

Ma ora andiamo dritti al dunque.

In realtà non ci sono dati certi che dimostrano che ci sia un modo per sfasare i risultati del test del capello.

Tante persone pensando di scamparsela rasano i capelli, ma questa non è affatto una soluzione, anzi…

Infatti se i capelli non raggiungono i 3 centimetri di lunghezza, il test viene realizzato sui peli ascellari o sui peli pubici, che avendo una crescita fisiologica molto più lenta permettono di fare un’analisi che va ancora più indietro nel tempo.

Quindi tagliare i capelli non è una mossa furba, ma neanche tingere i capelli o lavarli ripetutamente può modificare il risultato dell’esame.

Sul web si possono trovare tanti consigli riguardo i rimedi caserecci che cercano di sfasare i risultati del test, ma oltre a non essere dei rimedi di efficacia certa, possono essere anche molto pericolosi.

Basti pensare a chi consiglia di lavare la testa più e più volte con la candeggina: una pratica facilmente riconoscibile da chi effettua l’esame, ma anche molto pericolosa per le lesioni alla cute e per i vapori rilasciati, che se respirati per molto tempo possono portare all’intossicazione.

Dunque l’unico modo per evitare di risultare positivi al test del capello è evitare di assumere sostanze stupefacenti.

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In conclusione.

Ora sai tutto riguardo al test del capello. Come hai potuto leggere si tratta di un esame preciso, molto attendibile e difficilmente eludibile.

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