Cannabis CBD: gli effetti della marijuana legale

Cannabis CBD: gli effetti della marijuana legale

Modificato il: 15/07/2024

COS’È LA CANNABIS CON CBD?

La cannabis CBD, detta anche cannabis light, è il prodotto delle infiorescenze femminili di cannabis Sativa: la selezione viene infatti fatta tra quelle che contengono concentrazioni minime di THC (sotto lo 0,2%) e alte concentrazioni di CBD.

Si tratta di una sostanza non narcotica che si differenzia da tutte quelle che hanno, invece, alti livelli di Tetraidrocannabinolo (THC) che solo in alcuni paesi potrebbero essere legalmente utilizzati a scopo terapeutico, mentre in altri sono del tutto illegali.

A prima vista ha lo stesso aspetto della marijuana, e solo un’analisi chimica permette di distinguere la cannabis legale da quella non legale, venduta al mercato nero. L’erba CBD viene fumata anche se questo resta a tutti gli effetti un reato, mentre può essere utilizzata in cucina per la preparazione di bevande e cibi di vario genere.

Infine, il suo consumo con vaporizzatori potrebbe presentare rischi legati alla combustione.

Leggi anche: Ecco il bisabololo: benefici e proprietà di questo terpene

PROPRIETÀ E BENEFICI DELLA CANNABIS CBD

I fiori CBD possono essere considerati cannabis legale solo quando è soddisfatta la seguente condizione: percentuale di THC inferiore allo 0,2%. Questo è il momento in cui puoi acquistare legalmente l’hash CBD.

Come abbiamo già detto si ottengono dalla Cannabis Sativa, che nel tempo è stata oggetto di diversi studi botanici e successive sperimentazioni al fine di ottenere un prodotto praticamente privo di effetti psicotropi.

La marijuana legale ad alto contenuto di Cannabidiolo produce, in particolare, effetti miorilassanti, antiepilettici, antinfiammatori e antiossidanti; la sensazione di tranquillità è dovuta anche al livello trascurabile di THC. Inoltre il suo consumo non induce i tanto temuti effetti psicotropi, non provoca intossicazioni né alcun tipo di paranoia.

Il CBD contenuto in percentuali elevate (come nei pre rolled joints ad esempio), rende inoltre il prodotto un valido alleato contro l’emicrania, i dolori mestruali e i fastidi alle articolazioni, le basse concentrazioni di THC inoltre favoriscono lo stato di veglia e il soggetto rimane, quindi, vigile.

Secondo gli esperti, però, non è da sottovalutare il legame tra la sostanza, le caratteristiche intrinseche del consumatore e il modo in cui viene assunta. Bisogna inoltre considerare che i cannabinoidi sono presenti nella pianta in forma carbossilata (o non attiva) e come tali non possono provocare alcun effetto sul sistema nervoso.

Gli effetti, in genere, si manifestano entro pochi minuti se il prodotto viene fumato, il tempo è più lungo se ingerito. Anch’essi hanno una durata variabile: nel primo caso regrediscono nell’arco di quattro ore, mentre nel secondo caso possono volerci fino a quattordici ore.

Leggi anche: Marijuana e fegato: sapevi che la cannabis ha un effetto positivo sulle malattie del fegato?

RISCHI E CONTROINDICAZIONI

Per la sua composizione, l’erba legale non presenta particolari effetti collaterali. Tuttavia, i rischi associati alla combustione non possono essere trascurati e questi potrebbero includere disturbi cardiovascolari e respiratori.

L’abuso di grandi quantità di marijuana legale è sconsigliato alle donne incinte perché sembra incidere negativamente sulla placenta, compromettendone la funzione. La cannabis CBD in associazione al tabacco può anche indurre una forma di dipendenza dal fumo.

Particolare attenzione, infine, va posta alla guida in generale: il cannabidiolo (CBD) ha effetti trascurabili sulla capacità di guida, ma nella marijuana legale sono presenti alcune tracce di THC che possono essere rilevate durante un controllo; l’individuo, quindi, potrebbe risultare positivo al test ed essere dichiarato non idoneo alla guida.

L’assunzione di cannabis CBD è da evitare in caso di disturbi cardiaci e/o respiratori.

CANNABIS CONTRO OPPIACEI E ALLUCINOGENI

È necessario, infine, fare una breve digressione per sottolineare il fatto che la cannabis non appartiene alla famiglia degli oppiacei e degli allucinogeni.

Il primo deriva, infatti, dagli alcaloidi dell’oppio che sono, a loro volta, contenuti nella resina (oppio) che si estrae dal papavero dormiente. Rientrano in questa categoria la codeina, la morfina, gli alcaloidi semisintetici, come la nota eroina, e gli oppioidi (prodotti sintetici della lavorazione di laboratorio).

L’origine delle due sostanze è quindi completamente diversa, e lo stesso si può dire per gli effetti provocati.

La cannabis non comprende tra i suoi componenti alcuna sostanza serotoninergica e quindi non provoca alcuna allucinazione; agisce invece sul nervo ottico e questo può provocare l’appannamento visivo e la comparsa di lampi di luce che possono essere erroneamente considerati illusioni visive.